Menzione della giuria
53°Biennale di Venezia

Una seduta psicoterapeutica. Uno psicologo e un paziente.
Il loro colloquio scandito dalle immagini di vita quotidiana del paziente. Non ci sono più i manicomi, basta ospedali, adesso il piccolo grande "matto" ha una casa, con delle persone che vivono insieme a lui. Le sue giornate passano in compagnia di un "angelo custode" che lo segue ovunque e lo aiuta a capire "come va il mondo", lo conduce al lavoro e lo rassicura.
Sembra tutto così chiaro, i sani da una parte e i folli dall'altra, eppure qualcosa ci sfugge e ci confonde, perché i malati di mente sono bravissimi anche a recitare la parte dei "sani"...
Intenzioni
Oggi anche gli ultimi manicomi sopravvissuti alla legge Basaglia, che nel 1987 ne decretò la scomparsa, stanno per chiudere i battenti. Le stime affermano che nel nostro paese ci siano oltre seicentomila persone che lottano ogni giorno da sole con le più gravi malattie mentali. Il soggetto e la sceneggiatura che ho scritto sono nati proprio in mezzo al disagio psichico, non sono andata a conoscere o visitare chi ne soffre ma lavoro con queste persone da dieci anni.

Come un funambolo mi sono mossa per mettere a fuoco il sottile confine tra la normalità e la follia e la partecipazione alla Biennale del cinema di Venezia con la menzione speciale della giuria mi ha ripagato di tutto.

Cosa fa, come guarda, come tocca, come vive e vorrebbe vivere un giovane malato di mente? In una casa, con degli amici, insieme a persone "normali" se esistono, provando come tutti quelli della sua età a fare un lavoro "vero", sognando, come a tutti è permesso, di diventare una STAR.

Il personale medico che mi ha aiutato in questa operazione sta cercando di approntare un metodo riabilitativo per permettere a questi pazienti di inserirsi nella società. Tutti sono stati ringraziati nei titoli così come ho ringraziato le decine di persone che gratuitamente hanno partecipato alla realizzazione di questo film.