| Happy hour di Elisabetta Bucciarelli edizioni Mursia (anno 2005) |
Il libro di Elisabetta Bucciarelli potrebbe essere un giallo o un noir, ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo. È sicuramente anche un affresco intelligente di una metropoli moderna come Milano, con i suoi ritmi e i suoi riti, probabilmente uguali a tutte le altre metropoli del mondo occidentale.
Anche l'investigatrice è un personaggio molto particolare. Maria Dolores Vergani è una psicologa entrata nella polizia, con una grande passione per larte contemporanea. Una donna che nelle sue indagini si circonda di un artista, di un musicista, di un fotografo di moda e di un copywriter. Ognuno di loro deve aiutarla a non fermarsi alla superficie delle cose, ma a capirle in profondità, evitando di rimanere invischiata nei luoghi comuni. Nel fotografare un cadavere si possono cogliere particolari che possono aiutare l'indagine, solo se si usano punnti di vista diversi, più interpretativi della situazione.
La storia è quella di un serial killer che uccide per riprodurre quadri dal vivo, ma, anche se incolla il lettore alle pagine, si tratta di uno strumento narrativo per entrare in un mondo, quello della Milano del terziario, e parlare dellimmenso vuoto nel quale vive. D'altra parte senza questa chiave di interpretazione la soluzione sarebbe addirittura banale e, nonostante qualche opinione diversa, il male non è mai banale.
Happy hour è sicuramente un libro nuovo, fresco, interessante, piacevole da leggere.
Consigliato!