Il coperchio di un ambiente patinato e lustro come quello della
Milano da bere viene scoperchiato: ne esce una storia torbida
e perversa, fatta di collezionismo, feticismo, sesso e ossessione.
Con Happy hour (Mursia, 192 p., 2005), Elisabetta
Bucciarelli riprende alcuni temi dell'American Psycho
di Bret Easton Ellis e li condisce in salsa italiana.
C'è una città in cui le pubbliche relazioni e l'apparenza la
fanno da padrone; c'è una tradizione - l'happy hour all'ora
dell'aperitivo - che nessuno si fa mancare, magari per fare
un incontro inaspettato in un momento di crisi; c'è un bel barista
che ammicca; poi c'è una notte di fuoco, filmini a luci rosse,
collezionisti d'arte contemporanea, due ragazze morte.
L'ispettore Vergani, la solida e sarcastica detective
protagonista di questa vicenda, cerca di mettere insieme i pezzi
di un duplice omicidio molto particolare. L'autore del delitto
ha tutta l'aria di essere un killer seriale, a cui piacciono
le rosse di capelli con l'apparecchio ai denti.
Un caso non facile, per affrontarlo l'ispettore dovrà fare i
conti con i sospetti, ma soprattutto con i suoi pregiudizi.
Ogni accusa avventata può cadere nel vuoto. In effetti, la trafila
dei sospetti allunga sempre di più, e quando sembra di essere
arrivati all'ultimo anello della catena, ne spunta fuori un
altro.
Fa da sottofondo a tutta la storia il mondo dell'arte,
più precisamente dell'arte contemporanea. Attraverso loschi
collezionisti e sinceri amanti dell'arte, installazioni e quadri
diventano co-protagonisti del romanzo. E alla fine la soluzione
si troverà proprio in un'opera.
Ritmato, con molti dialoghi diretti e le descrizioni lasciate
ai pensieri della Vergani, Happy Hour si fa concreto
con lo scorrere delle pagine. La trafila dei possibili colpevoli,
tutti molto credibili, tiene sul filo del rasoio. La scrittura
riprende quella parlata e a tratti ne stigmatizza gli eccessi,
slang modaiolo.
Non c'è che dire, il genere noir ha sempre qualche cartuccia
pronta da sparare. Happy Hour ne è ultimo esempio.
daniele.miggino